Per ritrovare il primo atto germinativo della mostra che il Mart ha dedicato a “Caravaggio, il contemporaneo” bisogna retrocedere almeno fino al 1938-1939 (o forse all’anno successivo). Siamo a Bologna, in una piccola aula di via Zamboni (“con banchi molto alti e uno schermo dietro la cattedra”), e qui va in scena uno degli incontri capitali del Novecento.
In quei tempi lacerati da una guerra atroce, troviamo il grande critico Roberto Longhi; davanti a lui, insieme ad altri studenti, un diciassettenne Pier Paolo Pasolini, al quale il maestro appare come una “rivelazione” prodottasi...
