ff: Cosa l’ha portata a scegliere un formicaio come immagine portante del romanzo?
Marcello Barison: Mi piacciono i titoli netti, che ruotano intorno a un unico tema, dotati di una grande forza sonora e formale, capaci di evocare un intero universo. Come Il processo di Kafka o La passeggiatadi Robert Walser: c’è qualcosa di tagliente, persino un po’ minaccioso nella loro essenzialità. Il Formicaio risponde a questa logica: è un titolo che si offre come chiave d’accesso e, allo stesso tempo, come interrogazione. Parliamo di un...
