Zum Hauptinhalt
Il medico che abbatteva i muri
Il ruolo fondamentale del Bolzanino Antonio Slavich nella chiusura dei manicomi italiani.
ff media | 6. Mär 2024 | ff 10/2024
Gorizia 1965: Antonio Slavich, con gli occhiali, seduto a fianco di Franco Basaglia.

Foto: Archivio ex ospedale psichiatrico di Colorno

Antonio Slavich è morto ll’11 marzo di quindici anni fa a Bolzano, la città in cui era cresciuto. Nei suoi testi, però, il capoluogo altoatesino è praticamente assente. Nato a Fiume nel luglio del 1935, ha legato il suo nome ad altre città, quelle che ospitavano quei lager per “disadattati” che chiamiamo manicomi: a Gorizia prima e Ferrara poi.

Terminato il liceo classico a Bolzano, si trasferì a Padova per studiare Medicina, lì conobbe Franco Basaglia, ai tempi responsabile del reparto psichiatrico della clinica neurologica, l’uomo che ha dato il nome alla legge che ha permesso la...

Abo testen

Abonnieren Sie jetzt die ff - und Sie erhalten Zugriff auf alle Inhalte

Sie sind bereits Abonnent?