Enrico De Zordo è una sorta di figura mitologica, mezzo uomo e mezzo libro. E’ intriso di letteratura e le sue radici affondano nel valore e nella precisione delle parole, ma c’è dell’altro. C’è quell’altra metà che sembra voler nascondere, come se preferisse presentarsi solo di profilo, più precisamente quello che, almeno a lui e forse solo a lui, sembra l’unico interessante.
Date queste premesse, l’intervista si è presto trasformata in una partita a scacchi. Il giornalista a provare a superare la barriera a difesa del re, l’intervistato pronto a svicolare e...
